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New England IPA

Uno fra i più noti stili di birra emergenti è il New England IPA, o NEIPA, caratterizzato da birre più dolci rispetto alle sorelle IPA, puntando invece tutto sull’aroma.

All’occhio appaiono come succhi di frutti, non a caso oltreconfine hanno guadagnato il nome di Juicy IPA. Il risultato che si vuole ottenere dalle numerose e copiose gettate di luppolo in dry hopping è un intenso aroma di frutta tropicale matura. L’amaro deve essere ridotto rispetto alle classiche IPA proprio per mantenere questo gusto “succoso”: l’amaro bilancia il dolce, meno amaro significa maggiore dolcezza percepita, quindi maggiore intensità dei sentori fruttati.

Il lievito poco attenuante ed i malti esclusivamente chiari utilizzati, accanto a fiocchi di avena, frumento od altri cereali ricchi di proteine, provocano come risultato un’estrema torbidità.

Le Neipa sono birre dal gusto morbido e rotondo, vellutato, cremoso e dal carattere esotico.

L’obiettivo è quello di scegliere i giusti luppoli in termini di aroma e con il massimo contenuto di oli possibile.

I più in voga al momento sono varietà come Citra, Equinox, Galaxy, che sviluppano i tipici sentori di frutta esotica, mentre le ricette più basate sul terroir del New England possono includere il Down Under, Motueka o Riwaka per ottenere freschi sentori agrumati e di lime. Sicuramente comunque, quelle indicate non sono le uniche soluzioni che un birraio può utilizzare, soprattutto per uno stile nuovo ed ancora in via di sviluppo come il Neipa.

La torbidità può sicuramente essere ridotta senza uscire dallo stile, ma è meglio pensare di utilizzare agenti come l’Irish Moss a fine bollitura piuttosto che filtrare successivamente, in quanto gli aromi dei luppoli si legano alle particelle in sospensione, toglierle significherebbe quindi ridurre l’aromaticità tanto agognata.

Questo stile va gustato velocemente, quando la birra è ancora molto fresca, in quanto gli aromi di luppoli sono soggetti a rapida degradazione anche rispettando la catena del freddo e tutte le regole per una corretta conservazione.

Sicuramente comunque, l’obiettivo deve essere quello di produrre birre vellutate, poco amare e dai sentori tropicali, mentre la torbidità deve rimanere un effetto collaterale degli ingredienti e delle tecniche utilizzate piuttosto che come una caratteristica desiderata.